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IVG Vicenza: tra “Temporary Store experience” ed “Online Shopping”

Data di pubblicazione: 01/01/2021

Viviamo oggi in un’epoca di sicuro cambiamento. Ricordo ancora con un velo di nostalgia, gli anni di attività con la vendita al dettaglio in un piccolo negozio di Viale Milano a Vicenza. Per oltre 25 anni abbiamo venduto beni appartenenti al compendio attivo di procedure fallimentari per attività purtroppo cessate, con l’incarico di ricollocare nel mercato quello che di più prezioso un’azienda ha: oggetti d’artigianato, capi di maglieria e confezioni, prodotti di manifattura, vasi, gioielli, orologi, collane e molto altro, che non trova qui lo spazio per essere citato. Eravamo infatti abituati a sentirci ricordare in questo modo: “ …Ma voi siete quelli del negozietto in Viale Milano…”. Con un po’ di dispiacere abbiamo terminato l’esperienza del negozio fisso di vendita al dettaglio ed accolto il cambiamento, che ci ha visto mutare la nostra attività verso modelli di business più responsive rispetto a un mercato in continua evoluzione.

Tra le esperienze che vogliamo menzionare a proposito di cambiamento, non possiamo che ricordare per primo, il nostro ultimo e più impegnativo traguardo. Incaricati della vendita del fallimento “Il Nido srl”, noto con il marchio “BabyBump”, abbiamo dapprima analizzato la situazione, non di immediata risoluzione e poi raccolto una a una le sfide incorse. BabyBump, catena di negozi per neonati e bambini, tra cui giocattoli, passeggini o abbigliamento solo per citare alcuni articoli in vendita, è stata una realtà imprenditoriale presente in tutto il territorio nazionale con moltissime sedi, anche più di una per provincia. Quando siamo stati contattati dal Professionista Curatore, la società aveva già ridimensionato l’impronta territoriale, restringendo la propria copertura alle sedi del Nord. Ognuna delle sedi, con una superficie commerciale da 1000 a 3000 metri quadrati, richiedeva un ingente sforzo di gestione. La difficoltà dell’impegno assunto con l’incarico consisteva principalmente nel vendere il compendio presente nelle 5 sedi, situate in territori diversi e impiegando decine di addetti, dislocati in punti vendita geograficamente lontani. Si pose dunque per noi la prima sfida reale: minimizzare i costi di trasporto e di gestione del magazzino, oltre che velocizzare la vendita. Si scelse pertanto di concentrare gli sforzi sulle sedi con maggiore capacità di vendita e migliore setup per ottimizzare le condizioni di operatività: Vicenza, Verona, Cassola. Si trattava di negozi già conosciuti a livello territoriale, riforniti con costanza e con magazzini di superficie sufficiente ad accogliere eventualmente articoli provenienti dalle restanti altre sedi per garantire la continuità delle vendite. Si scelse perciò di ricollocare i beni presenti nei negozi da chiudere, predisponendo il trasporto nelle sedi tenute attive.

La vendita, durata quasi 9 mesi (11 se considerati i mesi di chiusura dettati dall’emergenza sanitaria Covid-19), si è conclusa solo il mese scorso. Un’avventura che ci ha impegnati in maniera intensa, con afflussi giornalieri di centinaia di persone e con prezzi di vendita in riduzione dal 10 al 90% del valore di commercializzazione, in periodi diversi, a seconda delle necessità di liberare l’immobile. Un percorso non facile, che ogni collaboratore di IVG Vicenza, impegnato con turnazione e in parallelo a personale specifico, ha potuto sperimentare. All’attività fisica sul campo, si è andata affiancando quella altrettanto impegnativa di marketing su social network, oltre che di newsletter e messaggistica dedicata: in costante contatto con i clienti interessati, cercando nel possibile di dare aggiornamenti continui sulla merce disponibile e circa le condizioni di accesso ai punti vendita. Per necessità si sono dovuti limitare gli ingressi, a causa di afflussi non pianificabili e davvero eccezionali: dimostrazione dell’interesse del pubblico a un marchio storico del “mondo bambino” e che sarà comunque ricordato per lungo tempo. Si è trattato di un riscontro record che non ci saremmo mai aspettati, ma che nelle prime settimane di attività ci ha messo a dura prova nel cercare di organizzare un afflusso ordinato e compatibile con la superficie di vendita a disposizione, nonché con le capacità di gestione di una procedura fallimentare.

Consapevoli di queste esigenze strutturali, abbiamo cercato di sviluppare procedure simili a quelle utilizzate nelle grandi manifestazioni, nell’intenzione di venire sempre incontro al cliente e dando la massima disponibilità ove le condizioni lo consentissero. Con una vendita di ottimo realizzo siamo davvero soddisfatti del risultato e ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato all’esperienza, dal nostro personale ai collaboratori, al Professionista Incaricato – che ci ha permesso di assisterlo nella vendita – alle persone che hanno acquistato gli articoli in negozio, soprattutto per la pazienza delle lunghe file di attesa.

Tale progetto di temporary store, subentrando nella gestione di un’attività di vendita (o di predisporre uno spazio temporaneo per la vendita) risponde oggi a un fenomeno non più – purtroppo – così poco frequente. Non ultimo il caso di “Mercatone Uno”: anche qui coinvolti a collaborare nella realizzazione del progetto di vendita. Realtà, quella di Mercatone Uno, che, pur nata dal comune denominatore della crisi economica in atto, si è orientata verso una modalità di vendita del tutto diversa. In tale procedimento il professionista incaricato ha optato per una vendita in blocco, o per compartimento merceologico. Il progetto coordinato dall’Associazione Nazionale Ivg, ci ha visto solo parzialmente coinvolti nell’assistere alla fase di perizia e identificazione, visita e consegna dei beni in aggiudicazione. Il fenomeno di Mercatone Uno, così come per BabyBump, è comune alle grosse realtà di vendita: una situazione purtroppo in evoluzione, dettata in primis dalla maggiore competitività dei mercati di vendita online e ridotta allo stremo dall’emergenza sanitaria Covid-19. In questa situazione, le attività già ben strutturate con piattaforme online sono state ampiamente favorite, mentre le altre – le cosiddette attività “mortar and brick” (malta e mattoni) – del tutto sfavorite. Queste ultime infatti si sono rivelate oggi, come realtà con alti costi di gestione e poca flessibilità rispetto a un mercato in evoluzione, a differenza di quelle online: più flessibili ai cambiamenti e lo dimostrano lo sviluppo e la rapida crescita di aziende quali ebay o amazon.

In risposta alle nuove condizioni e per meglio gestire simili incarichi professionali, abbiamo sviluppato competenze che sia nella gestione di temporary store in loco, sia delle vendite online, raggiungendo il miglior risultato possibile in termini di campagna pubblicitaria e ottimizzazione della copertura territoriale. Oggi sistemi di organizzazione strutturata, gestione integrata delle vendite, analisi e studio dei flussi di interesse web, campagne marketing e newsletter o social-media targeting e spedizioni online sono strumenti indispensabili per poter offrire un servizio aderente alle mutevoli esigenze del mercato: perché in effetti ora i nuovi mercati appartengono a coloro che cavalcano territori inter-regionali e globali, pronti a muoversi e ad acquistare ben oltre i confini della propria zona e rincorrere sempre la migliore opportunità presente e disponibile.

La fila per entrare in negozio Baby Bump
La fila per entrare in negozio Baby Bump